«Questa dolcezza mai scoperta, questa felicità sconosciuta e fragile, come assicurarne la memoria? Come far durare il tepore dell'aria dentro, la pace desiderabile ma fugace: momenti che evadono?
La gioia, come la custodirò? Dove situarla in me? Come iscriverla nella durata? Fare di essa un luogo di raccoglimento, una fonte spirituale? Riconoscenza e divenire: la gioia sarebbe allora una forza? Presenza di te in me... Chi o cosa mi permetterà di custodirti? ... Forse tu che mi consenti di riposare in me. Pacata è allora la nube dove si nasconde, e da dove nasce di nuovo il sole»
Luce Irigaray
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